Nei bagni pubblici, dove l’igiene è imprescindibile e la sicurezza degli utenti viene prima di tutto, la gestione della legionella rappresenta un capitolo cruciale. Una delle pratiche più diffuse per prevenire la proliferazione di questo pericoloso batterio è il flussaggio antilegionella di 10 secondi dopo periodi di inutilizzo, spesso indicati come "24h di inutilizzo". Ma è sufficiente questo breve flussaggio? E quali sono i reali benefici in termini di risparmio idrico e igiene? In questo articolo analizzeremo insieme, con un approccio tecnico e basato su casi reali, cosa succede realmente nel sistema, toccando anche il tema delle tecnologie a infrarossi per l’attivazione touchless, la corretta taratura, e i pro e contro dell’alimentazione a batteria rispetto all’alimentazione con rete 6V. Inoltre, faremo riferimento a soluzioni offerte da aziende leader come Idral, che da anni si occupano di impiantistica per bagni pubblici e sanificazioni impiantistiche.
Il contesto: perché la legionella è un problema nei bagni pubblici?
La legionella è un batterio che predilige l’acqua stagnante a temperature comprese tra 20°C e 50°C. Nei bagni pubblici, spesso la rete idrica subisce lunghi periodi di inattività o bassissimo utilizzo (come nei weekend o durante la notte). Questo crea il cosiddetto "stagnamento idrico", l’ambiente ideale per lo sviluppo di legionella. Il rischio è particolarmente elevato in strutture sensibili quali scuole, RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e ospedali piccoli o in ristrutturazione, dove il rischio batteriologico deve essere minimizzato a tutti i costi.
Di conseguenza, diventa indispensabile attuare strategie di gestione della rete idrica che minimizzino il rischio senza però generare sprechi idrici insostenibili. Ecco dove entra in gioco il flussaggio antilegionella.
Flussaggio antilegionella di 10 secondi: in cosa consiste?
Il principio è semplice: dopo un periodo di inattività, si apre la rubinetteria per un breve lasso di tempo (spesso 10 secondi, da qui la parola chiave 10 secondi flussaggio) per far “girare” l’acqua nei tubi, eliminando così l’acqua stagnante e garantendo l’ingresso di acqua fresca con parametri igienici adeguati.
Perché 10 secondi?
La durata di 10 secondi è indicata come compromesso equilibrato tra igiene e risparmio idrico. Ma attenzione a non confondere “apertura per 10 secondi” con “pulizia totale del sistema”! Dieci secondi possono essere sufficienti solo se:
- La distanza tra la testina del sensore (ad esempio, il sistema a infrarossi che apre il rubinetto) e l’ultimo punto d’uso è contenuta (10-15 cm è una quota frequente, da verificare sul posto). La temperatura dell’acqua è controllata e garantita per non favorire la proliferazione di legionella. L’impianto è progettato o tarato per garantire che in 10 secondi venga effettivamente scaricata tutta l’acqua stagnante del tratto considerato.
Ad esempio, nella ristrutturazione di un impianto di scuola, dove spesso i tubi vecchi e lunghi non possono essere rimossi, 10 secondi possono non essere sufficienti.
Parliamo di tecnologia a infrarossi e taratura
I rubinetti touchless con sensori a infrarossi sono ormai uno standard nei bagni pubblici per motivi igienici e di comfort. Il vantaggio è indubbio: nessun contatto manuale, quindi meno rischio di contaminazione. Ma la loro efficacia antilegionella dipende dalla corretta taratura della durata di apertura e dalla sensibilità del sensore.
Bisogna annotare la posizione esatta del sensore, che normalmente si trova sopra la rubinetteria, a un’altezza e distanza precise (per esempio, a 10-15 cm dal corpo di uscita dell’acqua). La taratura del tempo di apertura è fondamentale: deve essere sufficiente per garantire il ricambio idrico, ma non troppo lunga da generare sprechi. Diverse aziende leader, come Idral, offrono modelli di rubinetteria con queste funzioni già integrate, programmabili e facilmente adattabili sul posto.


Risparmio idrico misurabile: litri per utilizzo
Un problema evidente riguarda il consumo idrico. Spesso sento frasi del tipo "risparmia tanto acqua", ma senza numeri concreti. Serve un dato: quanti litri si consumano realmente per ogni flussaggio?
Tipo di rubinetteria Portata media (l/min) Durata flussaggio (s) Consumo per flussaggio (l) Rubinetto touchless standard Idral 6 l/min 10 1.0 Rubinetto economizzatore con aeratore 3 l/min 10 0.5 Rubinetto tradizionale senza misure antilegionella 12 l/min 20 (manuale) 4.0Come si comprende dalla tabella, un flussaggio di 10 secondi con un rubinetto touchless ben progettato può limitare il consumo idrico a circa 1 litro per apertura, un dato su cui basare piani di risparmio e sostenibilità. Un sistema non ottimizzato può consumare anche quattro volte tanto.
Alimentazione batteria vs rete 6V: cosa cambia?
I rubinetti touchless possono essere alimentati in due modi
Alimentazione a batteria: la più diffusa, permette autonomia per mesi o anni, ma solleva subito un interrogativo cruciale: chi cambierà le batterie e con quale frequenza? In strutture con molti punti d’uso, la manutenzione può diventare impegnativa, soprattutto se non è prevista una procedura chiara. Alimentazione da rete elettrica a 6V: garantisce energia continua senza necessità di sostituzioni frequenti, ma richiede un intervento impiantistico più invasivo, non sempre fattibile in ristrutturazione, e rischia di aumentare i costi iniciali.In ogni caso, il progettista e il gestore devono annotare prima di tutto queste informazioni, perché la continuità di funzionamento è cruciale per la corretta gestione legionella.
Serve altro oltre il flussaggio di 10 secondi?
Il flussaggio di 10 secondi dopo 24h di inutilizzo è sicuramente una buona pratica, ma spesso non basta, specie in contesti con tubazioni lunghe, vecchie o con tratti morti. Ecco alcune considerazioni e azioni aggiuntive:
- Analisi della rete idrica: rilevare le distanze reali tubo-rubinetto e le quote, valutare tratti a rischio stagnazione. Controllo della temperatura: mantenere l’acqua a temperature che non favoriscano la proliferazione della legionella (sopra i 55°C in riscaldamento e sotto i 20°C nell’acqua fredda). Periodici flussaggi manuali o automatici più lunghi per i tratti morti o meno usati. Installazione di sistemi sanitari integrati con disinfezione UV o dosaggio di biocidi nei serbatoi. Manutenzione programmata e formazione del personale per la sostituzione tempestiva delle batterie, verifica funzionalità sensori, tarature.
Conclusioni: 10 secondi flussaggio sì, ma con consapevolezza e cura dell’impianto
Riassumendo, il flussaggio antilegionella di 10 secondi è un passaggio fondamentale e pratico per i bagni pubblici touchless che sfruttano la tecnologia a infrarossi, ma non può essere considerato l’unica misura di sicurezza contro la legionella. Occorre sempre idral.it valutare le caratteristiche specifiche dell’impianto, la lunghezza delle tubazioni, la temperatura dell’acqua, e soprattutto realizzare una corretta taratura delle durate e posizioni dei sensori.
Soluzioni fornite da aziende specializzate come Idral aiutano non solo a garantire l’igiene, ma anche a misurare concretamente il risparmio idrico, con dati numerici precisi e configurazioni studiate per ogni contesto, sia in nuova costruzione che in ristrutturazione. Infine, è fondamentale rispettare la manutenzione programmata, tenendo sempre a mente “chi cambierà le batterie e ogni quanto?” per mantenere l’efficacia del sistema operativa nel tempo.
Solo integrando queste azioni si potrà davvero ridurre il rischio legionella senza sprechi e con un’attenzione reale all’igiene nei bagni pubblici.